Quando esiste un problema nella circolazione venosa e linfatica degli arti inferiori, il sangue rallenta il movimento dal basso verso l’alto determinando lo sfiancamento di vene e capillari. Le cause possono essere la familiarità, la funzionalità e le alterazioni anatomiche. Chi eredita una poca resistenza delle pareti dei vasi venosi si porta al seguito, pertanto, una tendenza costituzionale a formare varici e teleangectasie (capillari). Questi soggetti debbono, per tutta la vita, porre particolare attenzione al proprio sistema venoso attraverso un corretto sistema di vita ed una continua terapia. La visita angiologica, coadiuvata dall’esame doppler, consentirà di affrontare la migliore cura. La circolazione venosa degli arti inferiori si muove contro la forza di gravità e questo movimento è permesso solo dalla contrazione muscolare e dalla giusta articolazione del piede sul terreno: ne deriva che se si desidera mantenere attiva la circolazione si debbano muovere ogni giorno le gambe, indossare calzature corrette (no tacchi alti), evitare il rallentamento della circolazione (no calze e pantaloni attillati), evitare sostanze che peggiorino la funzione delle pareti venose (pillola anticoncezionale). A parte i rimedi spiccioli occorrerebbe usare calze a contenzione elastica per compensare il cedimento dei vasi e impiegare farmaci flebotonici adatti a migliorare la consistenza delle pareti vasali. Una volta che le varici si son formate, non si può fare altro che procedere a intervento chirurgico. Quelli più comuni sono la sefenectomia interna e/o esterna, la flebectomia. Oggi sono abbastanza semplici e possono essere fatti a livello ambulatoriale. Il sistema sicuro per l’eliminazione dei capillari si chiama scleroterapia. Esso prevede l’introduzione di un liquido irritante all’interno dei capillari: l’irritazione causata dal liquido sulle pareti porta a chiusura del capillare che in tempi medi alcuni giorni e viene riassorbito. Molto frequenti nelle donne, le varici, sono una patologia che colpisce una donna su dieci tra i 30 e 60 anni. Si tratta di una dilatazione permanente della parete delle vene e colpisce essenzialmente gli arti inferiori facendo dunque aumentare la pressione venosa. I sintomi delle varici sono comuni e di frequente riscontro: senso di pesantezza e gonfiore della gambe, edema dei piedi e delle caviglie, formicolio, bruciori, crampi, prurito e, non ultimo, il danno estetico. D'estate non esporre le varici al sole né fare sabbiature, camminare invece a lungo dentro l'acqua del mare immersi fino al bacino. Evitare giarrettiere, elastici e gambaletti che ostacolano la risalita del sangue. Ridurre il peso corporeo in eccesso e indossare tacchi di media altezza. Preferire la doccia al bagno: l’immersione in acqua calda provoca vasodilatazione. Attività fisica da preferire: camminare, nuoto e bicicletta. Evitare di fumare e di bere alcolici. Molto utili sono le calze elastiche a compressione graduale.
Sonia Lazzaro
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