27/07/2010
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LOVE PARADE: SI AGGRAVA IL BILANCIO DELLA RESSA, 20 MORTI
Strage nella ressa alla Love Parade 18 morti, ma la festa continuaDUISBURG - A due giorni da quella che verrà ricordata come la tragedia di Duisburg , la polizia aggiorna il bilancio delle vittime: uno dei feriti non ce l'ha fatta, portando a 20 il numero dei morti nella calca infernale all'ingresso del festival della techno music. Si tratta di una ragazza tedesca di 21 anni, tenuta in vita dai macchinari da sabato scorso, deceduta oggi. E la Germania comincia a ricomporre i pezzi di una vicenda che ha ancora tanti punti da chiarire. La domanda fondamentale è una: quei 20 morti e 510 feriti si potevano evitare? Le testimonianze di chi ha assistito al massacro descrivono una situazione di panico mal gestita dalle forze dell'ordine, prima durante e dopo il massacro. Anche secondo Irina Di Vincenzo, la giovane torinese ferita nella ressa, ''la tragedia si poteva evitare''. ''La polizia ha sbagliato, nessuna via di fuga''. Durante una conferenza stampa, la ragazza ha detto che la tragedia ''poteva essere evitata''. ''La polizia era poca - ha aggiunto la ragazza - e la cosa che mi rende più triste è che si poteva evitare, mentre non è stato fatto niente, le cose sono state lasciate andare''. Irina era al festival con Giulia Minola, la 21enne di Brescia rimasta uccisa nella calca, i cui funerali si terranno il prossimo venerdì alle 15.30. La camera ardente verrà allestita presso la poliambulanza di Brescia o il cimitero Vantiniano, mentre i funerali dovrebbero essere celebrati nel Duomo vecchio. Ancora più di mille giovani non rintracciati. E mentre le accuse rimbalzano, centinaia di famiglie in tutto il mondo restano col fiato sospeso. Sono ancora 1.138 i ragazzi dispersi. Molti potrebbero essere tornati a casa, e per evitare inutili allarmismi le autorità invitano chi ha notizie a comunicarle al più presto alle forze di polizia. Inizialmente il numero dei partecipanti non trovati ammontava a 2.367, ragazzi fuggiti in preda al panico dopo aver capito che qualcuno all'interno del tunnel era morto, e che l'ondata avrebbe potuto travolgerli ancora. Nelle ultime 48 ore circa 1.200 di questi sono stati rintracciati, e una quarantina di agenti è adesso al lavoro per ritrovare quelli che ancora mancano all'appello.