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15/10/2013 - Precari PA. CGIL-CISL-UIL: subito proroga e poi certezze ai lavoratori

Subito una proroga per tutelare gli oltre 120mila precari dalla pubblica amministrazione e garanzie su un percorso che sani definitivamente questa piaga, senza dimenticare i vincitori di concorso e la qualità dei servizi offerta ai cittadini, la vera priorità dimenticata da tutti”. Questa la richiesta avanzata congiuntamente dalle categorie del lavoro pubblico di Cgil Cisl e Uil. A presentarla in una conferenza stampa tenutasi stamane, i segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) e Benedetto Attili (Uil-Pa), che chiedono a governo e parlamento di intervenire già con la legge di stabilità: “perché con migliaia di contratti in scadenza a fine anno c’è il rischio reale di una paralisi dei servizi pubblici”. “Serve una svolta vera e non di facciata” spiegano i quattro segretari di categoria. “L’iter di approvazione del decreto Pa ha portato risultati molto deludenti. Qualche passo si è fatto con il rinvio ad apposito Dpcm per gli operatori del servizio sanitaro, l’allungamento della validità delle graduatorie e la proroga per i 650 precari degli uffici immigrazione. Ma bisogna fare molto di più”, attaccano i sindacati: “Le ambiguità del provvedimento hanno mantenuto invariati i vincoli dei limiti finanziari e occupazionali degli enti, permesso la proroga dei dirigenti a contratto, lasciato aperte le porte alle clientele della politica e impedito una risposta complessiva a chi del servizio pubblico si fa carico ogni giorno”. Le federazioni di Cgil, Cisl e Uil lanciano dunque la mobilitazione, sulla base di una proposta in tre punti: 1) adottare un piano generale di assunzioni che superi il blocco generalizzato del turn over, da rendere flessibile e selettivo, e i tagli lineari alla spesa per personale, con progressivi meccanismi di stabilizzazione del lavoro precario, rimettendo mano anche ai vincoli di patti di stabilità interni, 2) prevedere il rinnovo dei contratti di lavoro precari per assicurare i livelli occupazionali e offrire continuità ai servizi, 3) superare la precarietà nel lavoro pubblico attraverso un intervento legislativo che riconduca i rapporti a termine e atipici esclusivamente a esigenze di carattere eccezionale e temporaneo. “Proposta su cui sfidiamo la politica e il governo” concludono Dettori, Faverin, Torluccio e Attili. “Perché il superamento del precariato deve essere un pezzo del progetto di rinnovamento del lavoro pubblico: con più competenze, più professionalità, meno sprechi e meno spesa improduttiva”


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