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05/06/2010 - Lombardo strappa un impegno a Letta Scettico il Pd: ''Finora sono parole''

Costretto a ''ripiegare'' sul sottosegretario Gianni Letta, dato che il ministro Giulio Tremonti era volato in Corea per il G20, Raffaele Lombardo è riuscito a strappare al governo nazionale solo la promessa di un impegno per salvare il lavoro e lo stipendio dei precari siciliani. Poca cosa se rapportata alle aspettative dei 22.500 lavoratori ''instabili'' degli enti locali che ieri hanno manifestato davanti Palazzo d'Orleans. Ma pur sempre qualcosa di diverso dal no secco e inappellabile che pure si temeva potesse arrivare da Roma. Gianfranco Micciché, leader del Pdl Sicilia e anche lui sottosegretario alla Presidenza, saluta la promessa di Letta come ''l'impegno di tutto il governo nazionale'', ma il Pd raffredda l'entusiasmo berlusconiano con le parole del segretario Giuseppe Lupo che commenta: ''Gli impegni assunti dal sottosegretario Letta restano insufficienti se il governo nazionale non modifica le previsioni sul patto di stabilità''. E proprio questo è l'oggetto del contendere, la causa del braccio di ferro con Roma. Se ai Comuni non sarà concessa l'opportunità di derogare al limite della spesa corrente per pagare gli stipendi, le amministrazioni non potranno rinnovare i contratti dei loro precari né, tanto meno, avviare gli eventuali percorsi di stabilizzazione. La manovra di Tremonti è rigidissima sull'argomento e non prevede alcuna eccezione. Lombardo però è fiducioso. ''Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - dice il capo della giunta regionale - ha assunto l'impegno verbale di sollecitare il governo nazionale affinché, vista la dimensione e la specificità del problema, acconsenta alla deroga al patto di stabilità per i precari degli enti locali siciliani''. Ma come si fa a concedere la deroga a una Regione e negarla alle altre? L'assessore al Lavoro, Lino Leanza, azzarda una soluzione alternativa: ''La deroga al patto di stabilità potrebbe essere concessa non con criteri geografici ma contrattuali. Significa che la manovra dovrebbe assicurare la deroga non a una Regione ma a tutte quelle che hanno lavoratori precari in servizio da tanti anni''. Lombardo ha già elaborato una relazione con la proposta che la Sicilia rivolgerà al governo nazionale. Ma non è possibile azzardare previsioni sul suo successo. Almeno fino a quando Tremonti non sarà tornato dalla Corea. ''Questa deroga - dice Lombardo - non si può non concedere''. Letta ha annunciato al presidente della Regione che la settimana prossima il Parlamento comincerà l'esame della manovra correttiva, nel corso del quale occorrerà inserire la questione della deroga per i precari. Per questo, Lombardo solleciterà con una lettera i sindaci, i deputati e i senatori siciliani affinché creino un fronte comune sul tema. ''Noi siamo pronti - dice il governatore - anche a predisporre il testo di un emendamento da presentare alla manovra''. Martedì Lombardo dovrebbe finalmente incontrare Tremonti ma, a scanso di nuovi rinvii, vuole fissare anche un vertice con i dirigenti della Ragioneria dello Stato. Insomma, all'inizio della prossima settimana dovrà tornare da Roma con qualcosa di più concreto rispetto a quanto ottenuto ieri. Parallelamente l'Assemblea regionale porterà avanti il cammino del disegno di legge per la stabilizzazione dei precari. In base al testo della norma, gli enti locali entro un anno dovranno trasformare a tempo indeterminato i contratti dei precari e la Regione aumenterà da cinque a dieci anni il contributo per la stabilizzazione. Ma tutto questo, senza le correzioni di Tremonti alla manovra, resterà una pia illusione. In attesa del pronunciamento del ministro, Cgil, Cisl e Uil confermano lo stato di agitazione dei precari e tornano a chiedere a Lombardo ''una proposta di emendamento alla manovra''. Se ne riparlerà dopo il weekend. (05 giugno 2010)


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