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10/06/2010 - Precari: il liet motiv della politica e dei sindacati, ma la precarietà è servita anche ai precari

Avete notato come in questi ultimi tempi, sindacati e politica regionale si sono accorti che esistono i precari? Tutti si sensibilizzano e tutti invitato tutti a sensibilizzarsi. Sembra quasi un gioco. Parla che parlo anch’io così ché la plebe non si sente abbandonata. Ma al di là di questo attivismo “mediatico” nessuno degli addetti ai lavori presenta progetti validi. Ovvero, tutti parlano ma nessuno fino ad oggi ha detto chiaramente come la vuole risolvere questa questione senza i soldi dello stato e senza vergognose deroghe al patto di stabilità. Oggi si parla di lavoratori utilizzati e remunerati con un esiguo compenso sociale, sottomansionati e solo di recente contrattualizzati, dimenticando di aggiungere che il contratto è a termine e quindi eludendo il fatto di aver accettato una stabilizzazione che di fatto era una solenne presa in giro, e noi siamo stati tra i pochi ad averlo chiaramente detto. Adesso si parla di opera fondamentale dei precari per il buon funzionamento degli Enti, ma si dimentica di aggiungere che l’arruolamento dei precari è stato un modo semplice e poco ingegnoso, visti i risultati, per eludere il blocco delle assunzioni. Così tanto per fare anche “feudi” e bacini di voti perché alla fine questi precari sono stati sempre tenuti con il cappio al collo e ad ogni elezione giungeva sempre la promessa di una stabilizzazione … Il posto fisso conquistato aggirando le norme e precludendo l’impiego in base a meriti e titoli! Ma c’è un aspetto di questa questione che non viene mai evidenziato, e cioè quello che questa precarietà, con tutti i suoi benefici, diretti (stipendio anche se irrisorio) e indiretti (agevolazioni fiscali ed altro derivanti dalla situazione di “indigente”), ha fatto comodo anche agli stessi precari. La questione quindi è molto più complessa di quanto si dica e pochi, politici, sindacati e gli stessi “precari” possono dirsi esenti da colpe. A tutti ha fatto comodo, tanto era l’andazzo siciliano e tutti erano felici. Ora tutti pensano di addossare i danni derivanti dai loro errori alla collettività. Comportamento tipico di una politica che ha smarrito il senso della dignità privilegiando l’assistenzialismo sfrenato.


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